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venerdì 21 giugno 2019

Le sei tipologie di "vecia triestina"

Tratto da INPS FACTOR - I veci de Trieste, l'ultimo libro di Micol Brusaferro con pupoli di Chiara Gelmini, in libreria e online, ecco l'elenco delle sei tipologie di Vecia Triestina.
Ne conoscete altre? :)


  1. La fastidiosa: odia tutto e tutti. Batte con la scopa sul suo soffitto quando il vicino del piano di sopra cammina con le scarpe troppo pesanti. Batte con la scopa sul pavimento se quello del piano di sotto ascolta musica o se i bambini fanno rumore. Non sopporta i ragazzini sul bus, guarda con disprezzo le donne con abiti troppo corti o scollati. La trovi anche in versione “videocamera di sorveglianza”, sulla finestra di casa, a controllare la via sottostante.
  2. La metodica: va una volta al mese dalla parrucchiera, possibilmente stesso giorno e stessa ora, puntualmente chiede “qualcosa di diverso”, per uscire sempre con lo stesso taglio e la stessa piega. Prende sempre la stessa linea del bus, va sempre negli stessi negozi e al supermercato prende sempre i prodotti della stessa marca. Panico se non li trova. “La me scusi comessa, come mai no xe più quel yogurt de prugne che fa andar de corpo???”
  3. L’irriducibile: quella che dice ai nipoti “non chiamatemi nonna”. Divide il suo tempo libero tra palestra, estetista, centro benessere, usa leggins attillatissimi, tacchi alti, minigonna, trucco impeccabile, capello sempre all’ultima moda. Su Facebook è presente con selfie e foto, rigorosamente senza segnare la data di nascita. I filtri per le foto sono per lei l’invenzione del secolo.
  4. Le casalinghe: si alzano ogni giorno all’alba per “disbratar” la polvere, che spesso non ha nemmeno il tempo di attecchire o che raramente si trova tra i centrini fatti a uncinetto, sui mobili. D’inverno usa le lenzuola di flanella debitamente stirate mille volte. E se qualcuno entra in casa l’urlo è immediato: “Dopra le patine per moverte che go pena netà!”
  5. La magna magna: la sua domanda per figli, nipoti e qualsiasi persona le capiti sotto tiro, prima ancora del saluto, sarà “Te ga magnà?”, per poi dire subito “comunque te vedo sempre sai magro”. Ama cucinare, soprattutto piatti tipici triestini. Chi non ha una nonna che prepara o preparava fritole, jota, gnochi de susini, calandraca o sardoni in savor? Il suo momento di apoteosi è quando figli o nipoti vengono a pranzo. Un tripudio di cibo in quantità esagerata: “Magna picio, magna”.
  6. La nonna “take away”: versione evoluta della precedente. Nipoti e figli hanno poco tempo a disposizione, quindi la nonna cucina per ore e poi con grande precisione infila tutto in contenitori di diverse misure o nelle pentole che poi arriveranno direttamente sulla tavola dei parenti. Contenitori che andranno assolutamente riportati al mittente, per prevenire arrabbiature. “Ciò te ga ancora el mio taperuer!!!”

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